100% Fitness Mag - Anno VI Luglio 2012 | Page 56

56 100% FITNESS MAGAZINE IL RISPARMIO DELLE FAMIGLIE ITALIANE: COME CAMBIA? Dr. Mario De Simone Cell. 3385458815 Mail: mariodesimone@libero.it L o studio basato su un sondaggio effettuato tra gennaio e febbraio, evidenzia anche quali sono, oggi, le motivazioni al risparmio:  Secondo la ricerca, le motivazioni ereditarie o di trasferimento di parte delle ricchezze ai figli sono tra le principali: il 19,5% risparmia per aiutarli, pagar loro gli studi o lasciare un’eredità. La motivazione “integrare la pensione” si conferma, invece, in lenta crescita (12,8% nel 2012 mentre era il 9,3% nel 2005). Nonostante il 43,1% degli italiani si aspetta una pensione pari o inferiore a 1.000 euro, la quota di sottoscrittori di un fondo pensione, è ancora solo del 10,5%. Il tasso di adesione è maggiore della media fra i percettori di un reddito mensile superiore a 2.500 euro (19,6%). Un altro aspetto fondamentale che emerge è “cosa chiedono i risparmiatori al proprio interlocutore finanziario”. La parola d’ordine che guida gli investitori è: sicurezza. Quasi la metà    (47,3%) del campione dichiara che investire è diventato più difficile rispetto all’anno precedente, poiché oggi è impresa ardua comprendere il rischio legato ai diversi investimenti. Per il 16% degli investitori il rendimento è ancora l’obiettivo più importante, mentre, la liquidità (intesa come la possibilità di “liquidare” il proprio investimento in breve tempo e “senza perdite in conto capitale”) è l’esigenza primaria per un altro 16% degli intervistati. Molto meno richiesto dagli investitori italiani è l’obiettivo di crescita del capitale a medio-lungo Risparmio sempre più assottigliato. Secondo l’indagine sul Risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2012 realizzata dal Centro Einaudi è calata la quota delle famiglie italiane che riescono a risparmiare, dal 47,2% del 2011 al 38,7% del 2012, in discesa quindi, di circa l’8%. termine (7%), sia perché subordinato agli obiettivi prudenziali, sia perché, nel passato recente, le promesse degli investimenti di lungo termine non sono state sempre mantenute. Ulteriore conferma del timore di “sbagliare l’investimento” è anche la percentuale di patrimonio finanziario tenuta “liquida” sul conto corrente. Oggi, coloro che lasciano l’intero patrimonio sul conto corrente, rappresentano il 15% dei risparmiatori italiani; Per gli italiani che investono i loro risparmi, quali sono gli strumenti finanziari preferiti? Come c’era da aspettarsi, il 21,7% degli intervistati ha dichiarato di essere un possessore di obbligazioni, che si confermano il principale impiego finanziario degli italiani (in calo tuttavia, la quota era del 24,6% nel 2011); rispetto al passato, però, cambia l’atteggiamento nei confronti dei “bond”: scendono, infatti, dal 23,7 al 17,8% coloro che giudicano le obbligazioni un investimento sicuro.  La sorpresa, invece, si trova sul fronte azionario. Gli investitori in azioni negli ultimi cinque anni sono il 12,5% del campione (valore identico al 2011). Tra i possessori di fondi comuni il 18,3% è un nuovo sottoscrittore e tra le ragioni indicate prevalgono quelle di affidare i propri risparmi a esperti e ridurre i rischi degli investimenti. Il perdurare della crisi finanziaria e le ricorrenti ondate di timore che scuotono i mercati finanziari i determinate dai dubbi sulla sostenibilità dei debiti sovrani dei cd. “Paesi Periferici” del sistema Euro (Gre- cia, Spagna, Irlanda, Portogallo, Italia) negli ultimi tempi hanno messo a dura prova i nervi degli investitori. Si è messo in discussione ciò che solamente qualche anno fa sembrava assodato: la definizione di “investimento a rischio zero” per i Titoli di Stato Italiani. La conseguenza è che ora si guarda con apprensione a tutti: banche, imprese, interi Paesi, che presentano esposizioni debitorie elevate, come soggetti “fallibili”.