100% Fitness Mag - Anno V Settembre 2011 | Page 62
100% FITNESS MAGAZINE
Marianna Gambardella
Architetto
Tel. 338.4001725
LO SPAZIO
IL PIÙ GRANDE LUSSO
DEL NOSTRO TEMPO
G
iusto qualche tempo fa, gettai
uno sguardo alle vetrine delle
agenzie immobiliari e alle pagine delle riviste specializzate per
farmi un idea del valore immobiliare, in
diverse città, degli alloggi un tempo considerati di medie dimensioni... si aggiunga il
prestigio di una posizione centrale o particolarmente ambita ed ecco che “medio” si
contrae fino a diventare minuscolo.
Eh già! Le case dei sogni non sono quasi mai piccole; e quasi sempre la maggior
parte delle persone, che vive in città od
altrove, è costretta a ridimensionare i propri sogni, accontentandosi di una realtà di
solito inferiore alle aspettative.
Qualsiasi discussione sugli spazi limitati
presuppone una domanda: che cosa esattamente possiamo considerare piccolo? Per molti concetti spaziali, la realtà
è relativa.
Esempio: il monolocale, per sua natura,
è generalmente piccolo, a meno che non
stiamo parlando di un loft di proporzioni
industriali. Oppure un appartamento di
due camere può essere stretto per una famiglia di quattro persone, ma spaziosa per
un single.
La prima fase del pensare “piccolo” è pensare positivo. E’ sbagliato pensare che l’alto valore di mercato dello spazio tende a
confermare l’idea che una superficie piccola sia una seconda scelta o un ripiego. Questo, tende ad eclissare i diversi vantaggi, sia
pratici che psicologici che gli spazi piccoli
possono offrire. Infatti, gli spazi piccoli
sono più economici da gestire e mantenere quanto a riscaldamento, illuminazione e pulizia. Le grandi case d’epoca, ad esempio, risalgono ai tempi in cui
c’era ampio aiuto domestico. Gestire oggi
tali case, anche con gli elettrodomestici e
la tecnologia moderna, potrebbe richiede-
re più tempo di gestione e fatica, sopratutto se gli abitanti, di
tali case, lavorano a tempo pieno. Inoltre, le case spaziose non
rimangono tali per molto tempo. Infatti, c’è una sorta di legge
domestica non scritta secondo cui le cianfrusaglie tendono ad
aumentare per riempire tutto lo spazio disponibile. Al contrario, gli spazi piccoli possono implicare un minore spreco, per
cui pongono un limite fisico all’accumulo indiscriminato.
Per quanto riguarda il fattore psicologico, è che uno
spazio piccolo risulta essere intimo e confortevole. Un
istinto radicato nella psiche umana, del ‘nido’ con il suo
senso del raccoglimento.
I nostri antenati cercavano riparo dagli elementi e dagli invasori nelle caverne, negli accampamenti e negli edifici fortificati; come gli animali , anche l’uomo ha la tendenza innata a
cercare sicurezza negli spazi piccoli e limitati anche quando
l’ambiente non pone alcuna minaccia.
Tuttavia, il comfort implica un certo agio, uno spazio adeguato
ai propri bisogni.
Il filosofo francese G. Bachelard, vede la casa come un luogo
che racchiude “memorie protettive”, essa è anche un luogo dove le nostre memorie di tempi ed eventi diversi possono
essere contenute o “alloggiate”. Egli continua dicendo che se
la casa è articolata, se ha una cantine e una soffitta, nicchie e
corridoi, le nostre memorie hanno dei rifugi che “hanno valore di un guscio”. Tale sensazione di intimità, confortevolezza,
protezione spiega questa attrazione verso spazi piccoli come
una poltrona vicino alla finestra, un’alcova o un angolo vicino
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