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Salvatore Spinelli
100% FITNESS MAGAZINE
Poeta
IL LUPO E LA GRU
Un giorno un lupo affamato
trangugiava avidamente
un coniglio sfortunato
ma distratto e imprudente.
“Povero me, dovrò morire!”
piangeva e si dimenava
ma nessuno faceva finire
la pena che lo tormentava.
La gru, ormai rassicurata
il lungo collo infilò
in quella gola otturata
e... zac! quell’osso le sfilò.
Mentre era lì a consumare
sentì una fitta al collo
tanto che smise di mangiare
sebbene ancora non satollo.
“Chi un aiuto a me darà
-diceva il lupo- lo giuro,
in vita mai si pentirà,
avrà un compenso, di sicuro”.
Tosto, poi, senza indugiare
disse al lupo così rinato:
“Adesso tu mi devi dare
quel che abbiamo concordato”.
Un osso, lì, s’era conficcato
e dal dolor non ne poteva più,
di liberarsi aveva provato
ma l’osso andava sempre giù.
Una gru che era lì presente
volle accogliere l’appello
e al lupo ormai morente
mostrò il suo lungo collo.
“Forse tu non hai capito
-disse il lupo minacciosoche il tuo collo ben tornito
è tutto intero e vigoroso”.
Ma prudente al lupo disse:
“Posso io essere sicura
che manterrai le promesse
fatte solo nella paura?”
“Tu vuoi esser ricompensata?
ma allora non l’hai capita,
cara la mia gru ingrata
che è a me che devi la tua vita”.
“Povero me, cosa mai farò”
-gridava, chiedeva aiutochissà se liberarmi potrò
e potrò essere creduto?”
Gli animali che passavano,
provavan tanta compassione,
guardavano ma non credevano
a quel vecchio furbacchione.
Il lupo: “Si, te lo giuro,
quel che ho detto manterrò,
ma ora, dai, ti scongiuro
fai presto o qui morirò”.