100% Fitness Mag - Anno V Settembre 2011 | Seite 38
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spesso, si esprime con la difficoltà
di addormentarsi, oppure con la
richiesta di non essere lasciato
solo durante questo momento.
Solo verso gli otto anni che
il bambino si rende conto
dell’irreversibilità della morte, mentre prima è un’assenza
provvisoria e reversibile. Con
il tempo la morte viene percepita
come un atto casuale, aggressivo
ed improvviso dall’esterno (incidenti). Solo progressivamente il
bambino comprende l’inevitabilità della morte, come fattore
biologico, quindi la morte viene
legata alla vecchiaia. Durante la
pubertà che si riesce a pensare alla
morte come evento ineluttabile e
irreversibile, ma molto prima la
morte fa la sua comparsa dietro
le spoglie di fantasmi e angosce.
Cosa bisogna fare di fronte a tutto ciò?
prima di tutto bisogna fornire delle
risposte, è fondamentale; infatti il
bambino ha bisogno di conoscere
più approfonditamente questo processo. Che farà parte della costruzione della sua autonomia. Quando
i bambini riescono a verbalizzare
questa paura è un vantaggio.
Perché c’è una richiesta d’aiuto che
va ben oltre quel magro tentativo
dei genitori di “protezione sentimentale”: cioè, spesso noi genitori
cerchiamo di evitare e di non far
trasparire la nostra paura verso
quest’argomento, come se evitare e tacere il discorso servisse ad
esorcizzare l’inevitabile passaggio
di ogni esistenza. Ogni bambino
ha bisogno di parlarne con i suoi
genitori, anche per evitare che
la sua paura sia ulteriormente
ingigantita dalle informazioni
che arrivano dall’esterno: telefilm, ma anche alcuni cartoni
animati. In quanto riescono ad
elaborare in modo personale le
informazioni che gli vengono
dai media. I bambini, dagli otto
anni, si pongono domande principalmente sul dopo, iniziando ad
elaborare qualche idea sull’anima e
a maturare idee sui misteri della vita
e della morte. A quest’età ricercano
risposte nella famiglia e più avanti
con i suoi pari. Quindi è fondamentale parlare del perché si muore, e
cosa succede dopo la morte, ognuno
si regolerà in base alla propria educazione e religione. Bisogna chiarire
ai bambini che la notte, il dormire,
una malattia non è pari a morire ma
spesso è guarigione, affinchè non associ a tutte le malattie quest’evento
terminale della vita.
È importantissimo chiarire e far
sentire nelle parole e nei comportamenti dei genitori, equilibrio, sicurezza e protezione.
Riservare dei momenti di affettuosità che possano garantire
e confermare la presenza e la
protezione dei genitori.
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