100% Fitness Mag - Anno V Settembre 2011 | Page 22

100% FITNESS MAGAZINE FARMACISTA Jet lag: si evita così L Dottor Giuseppe De Simone Laureato presso l’Università di Napoli Federico II in Scienze e Tecniche delle Piante Officinali. Disponibile telefonicamente Mercoledì dalle 13.00 alle 16.00 - Cell. 335.5302988 Le vacanze, finalmente. Il viaggio Oltreoceano a lungo atteso. Bellissimo. Ma attenzione al fuso orario, o meglio ai disturbi che provoca il suo cambiamento repentino. Che fare? e tanto attese vacanze. Da spendere chi ai tropici e chi alla scoperta dell’Oriente, di quello antico, ricco di filosofia, misticismo e storia o di quello dalle architetture post-futuriste, che sta già dettando le regole dell’economia globale. Valigie piene ed entusiasmo a mille. Prima di partire. Poi, c’è il fuso, o meglio il jet-lag, che rischia di compromettere benessere e programmi almeno nei primi giorni. Si può prevenire? In parte, sì. Il jet-lag o “sindrome da cambiamento di fuso orario” è un fenomeno cui si va naturalmente incontro quando si attraversano almeno 2-3 meridiani e che dipende dalla parziale e temporanea de-sincronizzazione tra l’orologio biologico interno e i periodi di luce e buio esterni. Il disturbo tende a essere più marcato quanto aumenta il numero dei fusi orari attraversati, ma non tutti ne soffrono con la stessa intensità. Qualcuno ne è addirittura immune perché caratterizzato da ritmi circadiani flessibili che riescono a riallinearsi in modo quasi immediato alle nuove condizioni ambientali. I più sensibili, invece, possono risentire di una sorta di jet-lag in scala ridotta anche al passaggio dall’ora solare a quella legale (e viceversa), dormendo meno bene e sentendosi più stanchi per qualche giorno. In genere, però, per avere reali problemi servono variazioni di fuso orario più ampie e rapide, come quelle associate a lunghi voli aerei verso Est o verso Ovest. Il fenomeno si manifesta a prescindere dalla direzione del viaggio, ma chi va in Estremo Oriente tende a sperimentare disagi maggiori rispetto a chi si reca negli Stati Uniti o in Sud America perché, in genere, è più facile posticipare piuttosto che anticipare l’ora alla quale ci si addormenta. Prevenire la comparsa del jet-lag, o almeno ridurne l’intensità, è possibile grazie a qualche accorgimento pratico. Il principale, utilizzabile da tutti, è cercare di abituarsi progressivamente all’orario del luogo di destinazione mentre si è ancora a casa, posticipando o anticipando di circa mezz’ora al giorno il momento in cui si va a letto e (nei limiti del possibile) ci in cui si alza. L’ideale sarebbe riuscire anche a modificare gli orari dei pasti, avvicinandoli a quelli che si prevede di seguire durante la vacanza, perché fame e sonno sono stretta- mente interconnessi e tendono a influenzarsi reciprocamente. Un’altra strategia efficace consiste nell’attuare una “deprivazione da sonno”, ossia dormire poco la notte prima del giorno previsto per la partenza: in questo modo si hanno ottime probabilità di riuscire a riposare durante il viaggio e una volta arrivati sarà più facile seguire i ritmi locali. Se ci si sposta verso Ovest (Stati Uniti e Sud America), si deve evitare di cedere alla stanchezza, coricandosi appena entrati in hotel, ma cercare di restare svegli almeno fino alle 22.00 locali, anche se corrispondono alle 3.00-6.00 di notte italiane. In questo modo, sarà meno probabile ritrovarsi perfettamente svegli a notte fonda. A chi non può o non riesce ad avvantaggiarsi di questi rimedi pratici resta l’opzione farmacologica, basata sull’assunzione di melatonina nei giorni della permanenza a destinazione o, nei casi più “difficili”, di ipnoinduttori al bisogno. La melatonina è un ormone prodotto da una ghiandola posta alla base del cervello, la ghiandola pineale (o epifisi), agisce sull’ipotalamo ed ha la funzione di regolare il ciclo sonno-veglia. La melatonina viene sintetizzata o secreta di notte dalla ghiandola pineale; poco dopo la comparsa dell’oscurità le sue concentrazioni nel sangue aumentano rapidamente e raggiungono il massimo tra le 2 e le 4 di notte per poi ridursi gradualmente all’approssimarsi del mattino. L’esposizione alla luce inibisce la produzione della melatonina in misura dosedipendente. A dosi farmacologiche la melatonina sembra poter risincronizzare l’orologio biologico interno in caso di variazioni indotte da repentini cambi di fuso orario. Diversi studi scientifici infatti hanno dimostrato che la melatonina, assunta in modo calibrato, è in grado di facilitare l’adattamento al nuovo fuso orario, attenuando in modo significativo il fenomeno del jet-lag in chi viaggia su lunghe distanze. Si tratta di un rimedio ben tollerato e di per sé privo di rischi, ma va usato soltanto dopo aver chiesto consiglio al medico o al farmacista e seguendone le indicazioni. Inoltre, va ricordato che la melatonina è una soluzione indicata soltanto negli adulti. Non esitare e rivolgiti con fiducia alla farmacia Elifani di Meta. Tel 0818786605. 22