100% Fitness Mag - Anno V Dicembre 2011 | Página 28
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AUDIOPROTESISTA
riduzione della sensibilità uditiva imputabile a
cambiamenti chimici e fisici dell’orecchio interno;
perdita di funzionalità delle strutture dell’orecchio
interno;
complessi cambiamenti degenerativi delle vie nervose acustiche di connessione al cervello.
Inoltre il tempo e l’età avanzata non risparmiano la parte
trasmissiva dell’orecchio e l’orecchio esterno; in questo
caso si possono notare modificazioni della morfologia del
condotto (collasso del condotto), deterioramento della
membrana timpanica e sclerosi della catena ossiculare.
“Presbiacusie neurali”
Le presbiacusie neurali coinvolgono, a differenza delle sensoriali, un più
grande numero di neuroni del sistema nervoso centrale (SNC). Causa di ciò
è una maggiore e più diffusa degenerazione delle cellule nervose del ganglio
spirale, perdita spesso accompagnata alla degenerazione del tessuto epiteliare
dell’Organo del Corti e all’irrigidimento della membrana basilare.
Tale presbiacusia è generalmente di grado medio o grave con particolare compromissione delle frequenze acute. La discriminazione
vocale generalmente scarsa, peggiora ulteriormente in presenza di rumore
ambientale. Spesso la discriminazione vocale risulta assai peggiore di quanto
si possa desumere dalla curva audiometrica; questo fenomeno viene indicato
come dissociazione verbo-tonale o regressione fonemica.
Proprio per questi problemi la terapia audioprotesica deve essere
sempre affiancata da una terapia riabilitativa, a volte logopedica.
“Presbiacusie striali o metaboliche”
Causa prima di questa forma di presbiacusia è la parziale atrofia della stria
vascolare lungo tutta la lunghezza della cocIea. In conseguenza di ciò risulta alterato e ridotto l’afflusso di endolinfa alla membrana basilare e quindi
all’organo di Corti. L’ipoacusia che ne consegue è generalmente piatta
di grado medio e la discriminazione vocale non risulta compromessa.
La terapia audioprotesica delle presbiacusie metaboliche garantisce risultati
molto soddisfacenti specie se è accompagnata da riabilitazione. La zona più
danneggiata è la stria vascolare mentre l’Organo di Corti e il ganglio spirale
si presentano in condizioni quasi di normalità.
LE FORME DELLA PRESBIACUSIA
Sono stati identificati quattro diversi tipi di presbiacusia:
- presbiacusia sensoriale o cocleare;
- presbiacusia neurale;
- presbiacusia striale o metabolica;
- presbiacusia conduttiva dell’orecchio interno.
“Presbiacusia sensoriale (cocleare)”
Causata dalla perdita delle cellule ciliate alla base della
coclea. Cioè una forma di degenerazione e atrofia
delle cellule sensoriali e di supporto, degenerazione
che ha inizio dalla base della coclea e procede verso
l’apice. In alcuni casi si ha anche la degenerazione del
nervo acustico.
Questa presbiacusia è caratterizzata da una perdita centrata sulle frequenze acute. Il paziente ha una discriminazione vocale ancora buona ma che peggiora velocemente. E’
molto frequente il fastidioso “recruitment” che determina
una distorsione della percezione dei suoni.
Tra le presbiacusie è la più frequente e il soggetto dalla protesizzazione acustica, ottiene un beneficio
immediato senza alcun disagio, la resa audioprotesica
risulta ottima sia in ambienti silenziosi che in presenza
di rumore competitivo.
“Presbiacusie cocleari-conduttive”
Questa forma di presbiacusia, a tutti gli effetti definibile neurosensoriale, trae
la sua origine da una degenerazione di tipo meccanico dell’orecchio interno.
Studi diversi concordano nell’attribuire questa patologia al progressivo irrigidimento o calcificazione della membrana basilare con conseguente
perdita di elasticità e incremento delle frizioni interne. La perdita
acustica tipica si presenta in caduta sulle frequenze acute mentre la discriminazione vocale può essere ridotta; soddisfacenti invece i risultati della
terapia audioprotesica.
Non sempre è possibile riconoscere le presbiacusie cocleari conduttive con le
prove di audiometria clinica.
DALL’ORECCHIO INTERNO AL CERVELLO
La degenerazione senile non si limita all’orecchio esterno, medio e interno
ma può coinvolgere l’ottavo nervo e lo stesso sistema nervoso centrale.
In questo caso si parla di degenerazione del ganglio spirale e del nervo
acustico (ottavo nervo), di atrofia delle cellule gangliari a tutti i livelli delle
vie acustiche centrali; l’atrofia è estesa pure alla regione corticale con
riduzione del numero di cellule nervose della corteccia cerebrale. Ad oggi
non esistono test audiologici per la diagnosi precisa della sede di lesione.
E’ da chiarire che le presbiacusie solo di rado si presentano
in maniera così distinta come elencate nel presente articolo.
In realtà sono frequenti le forme miste e le interazioni con altre patologie
acustiche precedenti la presbiacusia come: esposizione a rumore, assunzione di farmaci ototossici, ereditarietà e altro ancora.
Tutto ciò complica la diagnosi di “sordità” e di riflesso la terapia audioprotesico riabilitativa.
A questo proposito è opportuno ribadire l’importanza della diagnosi precoce e soprattutto della tempestiva applicazione audioprotesica appena si
manifesti nei soggetti anziani l’insorgenza dell’ipoacusia. Solo così, infatti,
sarà possibile “allenare” progressivamente e senza traumi l’orecchio
patologico all’uso degli apparecchi acustici e quindi ritornare ad una vita
normale senza disability.