100% FITNESS MAGAZINE
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AUDIOPROTESISTA
IL “VECCHIO UDITO”:
la presbiacusia
N
Dottoressa
Tea Maione
Laureata in Tecniche
Audioprotesiche.
Disponibile telefonicamente
Martedì dalle 09.00 alle 11.00
Cell. 338.9648341
ei primi anni di questo secolo la vita
media era di soli 47 anni, oggi è stato
sorpassato il traguardo degli 80 anni,
la progressione non accenna a rallentare. L’andamento del parametro “aspettativa di
vita” è previsto per i 100 anni nel 2097.
Aumenterà anche il numero degli anziani nel
mondo, gli anziani su un totale di popolazione passeranno dall’attuale 12,7% al 23,5%
nel 2080. Vien da se che con la vita media
cresceranno anche le patologie croniche tipiche
dell’età avanzata, come la presbiacusia, avremo
circa il 65% della popolazione di ultra sessantacinquenni ad essere affetti da ipoacusia legata
all’invecchiamento.
Conseguentemente all’aumento della vita, oggi
e ancor di più nel prossimo futuro, l’attività medica si sposterà dalle sintomatologie acute alle
croniche, tipiche, queste ultime, della terza età .
In particolare, se si volesse formulare una hitparade delle m alattie, l’ipoacusia si classificherebbe al terzo posto tra gli “acciacchi”
degli ultra sessantacinquenni: terza dopo
l’osteoporosi, a pari merito con i disturbi visivi,
l’artrite, e i disturbi cardiaci.
Oggi in geriatria si combattono sempre di più le
sindromi depressive e ansiose dovute o accresciute dal calo senile della vista e dell’udito.
La correzione di tali deficit, a sentire gli esperti
conduce ad un miglioramento della qualità della
vita di questi pazienti affetti da depressione senile,
tra i quali dicono le donne le più soggette.
Nello specifico, la ricerca condotta da un’èquipe
di psichiatri dell’Università di Bologna coordinata
dalla dott.ssa Diana De Ronchi, che ha coinvolto
7.389 soggetti non soggetti da demenza, per il
60% donne e con un’età media di 72 anni; ha
condotto gli esperti ad affermare che il peggioramento della vista raddoppia il rischio
d’incorrere in sindrome depressiva, in particolare nel sesso femminile e nei soggetti molto
anziani, mentre la perdita progressiva dell’udito
determina una maggiore probabilità di sviluppare
una sindrome ansiosa.
IL “VECCHIO UDITO”
Il termine presbiacusia deriva dal greco classico,
“présbys” che significa vecchio e “akousis” udito;
tale termine viene utilizzato in letteratura dall’ultimo decennio dello scorso secolo.
Con presbiacusia vanno intese le ipoacusie
caratterizzate da una degenerazione della
funzione uditiva progressiva tipica dell’età
senile. Con l’invecchiamento, l’orecchio subisce modificazioni naturali indipendenti da fattori
diversi come esposizione a rumore o patologie
audiologiche.
Questi cambiamenti sono correlati alle alterazioni
chimiche e fisiche all’origine della senescenza
dell’intero corpo, al pari dell’orecchio, l’occhio
e la pelle subiscono con l’età modificazioni degenerative.
Alcuni aspetti della presbiacusia possono essere correlati a fattori ereditari che influenzano tessuti di supporto e connettivi del corpo
umano, come le cellule nervose, è comunque
riduttivo considerare la presbiacusia legata a fattori esclusivamente ereditari.
Il depauperamento senile dell’orecchio avviene
a diversi livelli e può essere schematizzata nei
seguenti punti: