100% Fitness Mag - Anno V Dicembre 2011 | Page 26

100% FITNESS MAGAZINE 26 AUDIOPROTESISTA IL “VECCHIO UDITO”: la presbiacusia N Dottoressa Tea Maione Laureata in Tecniche Audioprotesiche. Disponibile telefonicamente Martedì dalle 09.00 alle 11.00 Cell. 338.9648341 ei primi anni di questo secolo la vita media era di soli 47 anni, oggi è stato sorpassato il traguardo degli 80 anni, la progressione non accenna a rallentare. L’andamento del parametro “aspettativa di vita” è previsto per i 100 anni nel 2097. Aumenterà anche il numero degli anziani nel mondo, gli anziani su un totale di popolazione passeranno dall’attuale 12,7% al 23,5% nel 2080. Vien da se che con la vita media cresceranno anche le patologie croniche tipiche dell’età avanzata, come la presbiacusia, avremo circa il 65% della popolazione di ultra sessantacinquenni ad essere affetti da ipoacusia legata all’invecchiamento. Conseguentemente all’aumento della vita, oggi e ancor di più nel prossimo futuro, l’attività medica si sposterà dalle sintomatologie acute alle croniche, tipiche, queste ultime, della terza età . In particolare, se si volesse formulare una hitparade delle m alattie, l’ipoacusia si classificherebbe al terzo posto tra gli “acciacchi” degli ultra sessantacinquenni: terza dopo l’osteoporosi, a pari merito con i disturbi visivi, l’artrite, e i disturbi cardiaci. Oggi in geriatria si combattono sempre di più le sindromi depressive e ansiose dovute o accresciute dal calo senile della vista e dell’udito. La correzione di tali deficit, a sentire gli esperti conduce ad un miglioramento della qualità della vita di questi pazienti affetti da depressione senile, tra i quali dicono le donne le più soggette. Nello specifico, la ricerca condotta da un’èquipe di psichiatri dell’Università di Bologna coordinata dalla dott.ssa Diana De Ronchi, che ha coinvolto 7.389 soggetti non soggetti da demenza, per il 60% donne e con un’età media di 72 anni; ha condotto gli esperti ad affermare che il peggioramento della vista raddoppia il rischio d’incorrere in sindrome depressiva, in particolare nel sesso femminile e nei soggetti molto anziani, mentre la perdita progressiva dell’udito determina una maggiore probabilità di sviluppare una sindrome ansiosa. IL “VECCHIO UDITO” Il termine presbiacusia deriva dal greco classico, “présbys” che significa vecchio e “akousis” udito; tale termine viene utilizzato in letteratura dall’ultimo decennio dello scorso secolo. Con presbiacusia vanno intese le ipoacusie caratterizzate da una degenerazione della funzione uditiva progressiva tipica dell’età senile. Con l’invecchiamento, l’orecchio subisce modificazioni naturali indipendenti da fattori diversi come esposizione a rumore o patologie audiologiche. Questi cambiamenti sono correlati alle alterazioni chimiche e fisiche all’origine della senescenza dell’intero corpo, al pari dell’orecchio, l’occhio e la pelle subiscono con l’età modificazioni degenerative. Alcuni aspetti della presbiacusia possono essere correlati a fattori ereditari che influenzano tessuti di supporto e connettivi del corpo umano, come le cellule nervose, è comunque riduttivo considerare la presbiacusia legata a fattori esclusivamente ereditari. Il depauperamento senile dell’orecchio avviene a diversi livelli e può essere schematizzata nei seguenti punti: