100% Fitness Mag - Anno V Dicembre 2011 | Page 24

100% FITNESS MAGAZINE FISIOTERAPISTA “La nostra postura è espressione della nostra storia” È il risultato dell’ottimizzazione del rapporto tra le varie parti del corpo in buona relazione biomeccanica e psicofisica. …espressione di un vissuto ereditato… ciò che prendiamo come bagaglio genetico dai nostri genitori, dal concepimento al vissuto personale; tutto ciò che si forma nel bambino e che farà parte del bambino divenuto adulto. Tutta la componente caratteriale legata alla componente “Psiche e Postura”…la postura è l’espressione della nostra psiche. …formazione e deformazione culturale… legata alla sfera intellettuale, intesa come capacità di conoscenza, scelta e correzione dei propri atteggiamenti. …memorie dei propri traumi fisici ed emotivi… il corpo ricorda, i tessuti e le cellule ricordano! Il trauma fisico è spesso legato al trauma emotivo, che si manifesta attraverso il fisico. Un trauma fisico però è rivolto alla struttura, (ossa, muscoli, legamenti) e lascia una traccia, limitando il movimento di una articolazione, un accorciamento muscolare, una lassità legamentosa, “una cicatrice”. Il trauma emotivo rimane impresso nella memoria e messo da parte, ma è legato sempre ad un ricordo attraverso gli organi di senso; per esempio ho visto un colore, ho sentito un suono, un rumore, una canzone, un odore, che mi ha riportato a quell’episodio, triste o felice, e che mi provoca ancora una reazione. Che tipo di reazione? …ed in quell’ istante il mio corpo come stà reagendo? Che postura stò assumendo? Mi sono irrigidito? Il mio stomaco? Ed i muscoli? Naturalmente sono reazioni “non consce”, automatiche, di cui non ci rendiamo conto ma che se persisto- no alterano la nostra postura. Esempi di traumi emotivi sono un lutto, un litigio, un pensiero ansiogeno, situazioni che provocano condizioni di grande stress, ma anche paure, insoddisfazioni ed infelicità. Sono tutte condizioni che creano tensioni muscolari, che alterano i movimenti articolari ed i delicati rapporti tra i vari sistemi corporei. Ancora un esempio: quando vedo le polpette o sento l’odore del sugo mi ricordo sempre lo schiaffo di mia mamma perché avevo compiuto un’azione che non dovevo e non volevo fare e per cui ci rimasi male! Oppure…ogni volta che sento quella canzone mi ricordo di….e sono felice… o mi angoscio…! O un’incidente…una rapina…e così via! e qual è la reazione del mio corpo a quel ricordo? Le cicatrici: oltre ad un danno fisico strutturale, c’è sempre il ricordo legato a quell’intervento chirurgico dovuto a….; e come è stato lo svolgimento ed il suo decorso post operatorio; ma anche cicatrice dovuta ad una caduta, ad un litigio o incidente, ad una frattura o al parto. Insomma è un argomento molto vasto, articolato e complesso, non del tipo lineare “questa causa provoca questo effetto”. Tornando alla definizione: ...del tipo di lavoro e di sport a cui ci siamo assoggettati nel tempo…ovviamente inteso come gestualità ed abitudini ripetute e prolungate nel tempo, legate ad uno sport ad alti livelli ma soprattutto all’attività professionale; vedi il salumiere che affetta in continuazione e sempre con lo stesso braccio, il barbiere, l’impiegato al computer, piuttosto che l’imbianchino sempre con un braccio in alto, l’elettricista o il piastrellista sempre in ginocchio ed il muratore che sollecita la schiena. Non posso citarli tutti, ma ogni professione per quanto sia più o meno usurante comporta un vizio posturale che non obbligatoriamente crea problemi. Fortunatamente il corpo umano è in grado di compensare ed adattarsi modificando la postura, ma sempre entro certi limiti, superati i quali, manifesta il sintomo “dolore” all’anello più debole della catena, che spesso non coincide con l’origine del problema. …il modo in cui respiriamo, il modo in cui stiamo in piedi, ci atteggiamo e ci rapportiamo con noi stessi e con gli altri, il modo come parliamo e gesticoliamo …osservo come respiri e ti dirò chi sei!...Il modo in cui respiriamo è un indicatore di stress a cui siamo assoggettati; ci dice come i nostri visceri funzionano attraverso il muscolo diaframma e come ci ossigeniamo. Allo stesso modo sono indicatori caratteriali il modo come parliamo, gesticoliamo, come ci presentiamo agli “altri” e ci rapportiamo. Senza ancora entrare troppo nei particolari, partendo da una definizione e provando ad analizzarla, emergono riflessioni spesso scontate e tralasciate, riducendo banalmente un difetto posturale ad una semplice alterazione meccanica del corpo. Ma le domande principali da porsi sono: perché quel corpo stà funzionando in quel modo? Cosa stà compensando o cercando di difendere? Chiedersi il PERCHE’…? Riprenderò l’argomento “Postura” in modo più dettagliato, cercando di essere chiaro e semplice, ma resto a disposizione dei lettori per qualsiasi chiarimento o domanda, da dove magari prendere spunto e rispondere nei prossimi articoli. Cell.3477650624 Studio 08119242787 24