SALUTE & BENESSERE
L’angolo degli esperti
LOGOPEDISTA
Dottoressa
Mariarosaria d’Esposito
BALBUZIE…
quando intervenire?
L
a balbuzie è un
disturbo spasmodico ed intermittente della fluenza
verbale, interrotta
da ripetizioni o
prolungamenti di suoni. Questo disturbo ha un andamento familiare e la possibilità che il soggetto balbetti aumenta
da 3 a 5 volte nel caso in cui uno dei due
genitori sia (o sia stato) balbuziente.
La balbuzie può presentarsi associata
a tensioni fisiche (i cosiddetti tic) e
generare frustrazioni tali da indurre il
soggetto al silenzio o portarlo ad evitare situazioni sociali che ritiene “difficili”. La riduzione o la totale scomparsa
del disturbo è presente solo nel canto e
nella voce afona (sussurrata). Il peggioramento della sintomatologia, invece,
si verifica in situazioni ambientali ed
emotive stressanti ed in caso di affaticamento ed apprensione.
Esistono diverse teorie sull’eziologia
della balbuzie, ma nessuna è in grado
da sola di giustificare la complessità del
problema: fattori di natura genetica e
particolari condizioni ambientali e psicologiche, facilitano la predisposizione
del soggetto.
L’insorgenza della balbuzie, nella maggior parte dei casi, risulta precoce (tra i
2 e i 5 anni): il bambino alterna periodi
di maggiore difficoltà verbale, ad altri di
fluenza del tutto normale. Questa fase,
tuttavia, coincide come epoca con la cosiddetta “balbuzie primaria” presente,
in maniera più o meno marcata, in tutti
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i bambini ed assolutamente fisiologica
e benigna; essa rappresenta l’iniziale
esitazione legata ad un linguaggio ancora non perfettamente strutturato.
Le ripetizioni, gli arresti e le esitazioni
regrediscono del tutto nel momento in
cui i mezzi espressivi del bambino diventano sufficienti. Il perman \