100% Fitness Mag - Anno IV Giugno 2010 | Page 32

SALUTE & BENESSERE L’angolo degli esperti LOGOPEDISTA Dottoressa Mariarosaria d’Esposito Non tutti i bambini vanno volentieri a scuola N Non tutti i bambini vanno volentieri a scuola. Chiediamoci il perché! Da una “ricorrente” difficoltà di separazione dalla madre, alla difficoltà ad accettare le regole scolastiche, all’incapacità di condividere tempo e spazio con i coetanei, le motivazioni possono essere molteplici. L’indagine delle cause ha, in genere, tempi lunghi. Così accade che i primi anni, quelli che vedono il primo, vero approccio con la scuola e con l’apprendimento didattico, vengano vissuti dal bambino con la frustrazione di chi viene sovente definito “scalda-banco” o “svogliato”. Un approccio non semplice con la scuola può essere segno e sintomo di diverse problematiche: tra le possibili e, purtroppo, sempre più frequenti cause, il disturbo dell’apprendimento e la dislessia. Ancora oggi, nonostante l’aumentata sensibilità al problema, i tempi per arrivare all’agognata diagnosi, sono sempre inesorabilmente lunghi. Solo quando il bambino inizia a leggere ci si accorge del problema. Ma è possibile rendersene conto in età prescolare, in modo da intervenire tempestivamente? Numerosi studi hanno dimostrato come già in epoca precoce l’osservazione dei comportamenti linguistici e motori consenta l’identificazione dei bambini a rischio di difficoltà di lettura. Alcuni segni, già all’età di 4-5anni, 32 | 100% Fitness Magazine possono essere significativi: la difficoltà nel memorizzare, nel ripetere filastrocche e rime, nell’associare i suoni alle lettere e i numeri al corrispondente simbolo grafico, l’incapacità a prestare attenzione in maniera prolungata. Altri importanti elementi, prettamente linguistici, possono essere rivelatori di una possibile difficoltà di apprendimento: il disinteresse per giochi con suoni verbali, la pronuncia non sempre corretta, la difficoltà a comporre e scomporre i suoni delle parole (spelling). Risulta, inoltre, deficitario in questi bambini l’orientamento spaziale e temporale, la gestione dello spazio grafico e l’esecuzione di consegne logico-sequenziali. In alcune scuole italiane, in via sperimentale, è stata promossa un’operazione di screening per i bambini di 4-5 anni,. L’intervento, di carattere preventivo, che ha coinvolto in uno sforzo comune docenti ed operatori sanitari, me- diante l’uso di un test standardizzato, ha consentito l’identificazione precoce di soggetti “ a rischio”, inseriti poi in percorsi educativo-riabilitativi. Lo screening su larga scala consente, pertanto, un intervento precoce, previene le difficoltà di lettura e scrittura e minimizza per il bambino l’impatto emotivo che il deficit può provocare all’interno del contesto scolastico e fuori da esso.