SALUTE & BENESSERE
L’angolo degli esperti
LOGOPEDISTA
Dottoressa
Mariarosaria d’Esposito
Non tutti i bambini
vanno volentieri a scuola
N
Non tutti i bambini vanno volentieri
a scuola. Chiediamoci il perché! Da
una “ricorrente”
difficoltà di separazione dalla madre, alla difficoltà ad accettare le regole scolastiche, all’incapacità di condividere tempo e spazio con i
coetanei, le motivazioni possono essere
molteplici. L’indagine delle cause ha, in
genere, tempi lunghi. Così accade che i
primi anni, quelli che vedono il primo,
vero approccio con la scuola e con l’apprendimento didattico, vengano vissuti
dal bambino con la frustrazione di chi
viene sovente definito “scalda-banco” o
“svogliato”.
Un approccio non semplice con la
scuola può essere segno e sintomo di
diverse problematiche: tra le possibili
e, purtroppo, sempre più frequenti cause, il disturbo dell’apprendimento e
la dislessia. Ancora oggi, nonostante
l’aumentata sensibilità al problema, i
tempi per arrivare all’agognata diagnosi,
sono sempre inesorabilmente lunghi.
Solo quando il bambino inizia a leggere
ci si accorge del problema. Ma è possibile rendersene conto in età prescolare, in
modo da intervenire tempestivamente?
Numerosi studi hanno dimostrato come
già in epoca precoce l’osservazione dei
comportamenti linguistici e motori
consenta l’identificazione dei bambini a
rischio di difficoltà di lettura.
Alcuni segni, già all’età di 4-5anni,
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possono
essere
significativi: la difficoltà nel memorizzare, nel ripetere
filastrocche e rime,
nell’associare
i
suoni alle lettere e
i numeri al corrispondente simbolo
grafico, l’incapacità
a prestare attenzione in maniera prolungata. Altri importanti elementi,
prettamente linguistici, possono essere rivelatori di una
possibile difficoltà
di apprendimento:
il disinteresse per
giochi con suoni
verbali, la pronuncia non sempre
corretta, la difficoltà a comporre e
scomporre i suoni
delle parole (spelling). Risulta, inoltre,
deficitario in questi bambini l’orientamento spaziale e temporale, la gestione
dello spazio grafico e l’esecuzione di
consegne logico-sequenziali.
In alcune scuole italiane, in via sperimentale, è stata promossa un’operazione di screening per i bambini di 4-5
anni,. L’intervento, di carattere preventivo, che ha coinvolto in uno sforzo comune docenti ed operatori sanitari, me-
diante l’uso di un test standardizzato, ha
consentito l’identificazione precoce di
soggetti “ a rischio”, inseriti poi in percorsi educativo-riabilitativi.
Lo screening su larga scala consente,
pertanto, un intervento precoce, previene le difficoltà di lettura e scrittura
e minimizza per il bambino l’impatto
emotivo che il deficit può provocare
all’interno del contesto scolastico e
fuori da esso.