S
alute & Benessere
di Giuseppe De Simone
FARMACIA
Farmacia Elifani - Meta
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Protezione
solare
Il
l sole è un elemento essenziale per la
vita. Oltre ai benefici estetici, l’esposizione alla luce solare favorisce la produzione di vitamina D a livello cutaneo
con conseguente fissazione di calcio alle ossa; interviene
nell’attività seboregolatrice della cute, migliora alcune patologie della pelle come la psoriasi e la dermatite seborroica, aumenta il tono dell’umore stimolando la produzione di serotonina ed endorfine e secondo recenti ricerche,
sembrerebbe rafforzare il sistema immunitario favorendo
la resistenza dell’individuo alle infezioni. Accanto a questi
indubbi effetti benefici, la luce solare, a causa della presenza delle radiazioni ultraviolette (RUV), può risultare particolarmente dannosa per l’occhio (favorisce l’insorgenza di
cataratta e degenerazione maculare) e per la cute potendo
provocare eritemi, ustioni, ispessimento degli strati cutanei, invecchiamento della pelle (assottigliamento, aridità,
formazione di rughe, comparsa di macchie nere o giallastre, dilatazione e ramificazione dei vasi sanguigni) fino a
causare neoplasie maligne la cui incidenza è aumentata del
15% negli ultimi 10 anni.
La pericolosità delle radiazioni ultraviolette, in parte, fortunatamente, filtrate dall’ossigeno e dall’ozono presenti
nell’atmosfera, è strettamente legata al periodo della giornata (maggiore dalle ore 10 alle 15), alla stagione (ovviamente il periodo estivo è quello che presenta i maggiori rischi), alla località (l’intensità delle radiazioni aumenta man
mano che ci si avvicina all’equatore o si sale in altitudine
- ad esempio a 1500 metri di quota l’intensità della luce è
del 20% superiore a quella sul livello del mare: in genere la
quantità delle RUV aumenta del 4% ogni 300 metri), alla
presenza di superfici riflettenti (un prato erboso riflette il
5% delle RUV; la sabbia e le rocce il 25%, l’acqua il 50%, la
neve e i ghiacciai fino all’80%). Infine il colore della pelle
influisce sull’assorbimento delle radiazioni ultraviolette: la
razza nera è quattro volte più protetta rispetto alle altre
razze.
Anche la pelle gialla ripara maggiormente rispetto alla
bianca nell’ambito della quale i più indifesi sono gli individui con capelli rossi o biondi, occhi chiari, lentiggini o
chiazze di vitiligo. La cute abbronzata ovviamente tollera
maggiormente l’esposizione solare. La pelle bagnata si abbronza più rapidamente, ma altrettanto più facilmente si
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ustiona. L’abbronzatura si elimina, per ricambio epidermico, in circa 20 giorni.
Nessuna protezione è garantita dalla presenza di vento fresco che, anzi, attenuando la sensazione termica di calore
induce a prolungare i tempi di esposizione. Poco beneficio
si ottiene dall’essere immersi nell’acqua (solo a 50 cm di
profondità la quantità di radiazioni ultraviolette assorbite si riduce del 40%), dalla presenza di nuvole, foschia o
dall’indossare indumenti leggeri. Ripararsi sotto l’ombrellone o un albero riduce l’assorbimento dei raggi diretti, ma
non protegge da quelli riflessi. L’ombra infatti riduce del
50% la quantità delle radiazioni assorbite.
L’assunzione di alcuni farmaci (sulfamidici, tetracicline,
chinolonici, estro-progestinici, antidepressivi triciclici, fenotiazine, amiodarone ecc.), di alcuni cibi (carote, finocchio, limone, sedano, peperone, pomodoro, leguminose
ecc.) o il contatto con determinate sostanze (olii minerali, olio di bergamotto o citronella - presente in alcuni
repellenti cutanei) rendono la cute più sensibile all’azione
lesiva dei raggi ultravioletti. Anche l’applicazione di profumi, deodoranti, dopobarba o lozioni anti-sudore prima di
esporsi al sole deve essere evitata poiché potrebbe causare
una reazione fototossica che, a volte, esita in pigmentazioni
cutanee permanenti.
Per prevenire le patologie da assorbimento di rag