100% Fitness Mag - Anno III Maggio 2009 | Page 36

S alute & Benessere di Giuseppe De Simone FARMACIA Farmacia Elifani - Meta www.farmaciaelifani.it Protezione solare Il l sole è un elemento essenziale per la vita. Oltre ai benefici estetici, l’esposizione alla luce solare favorisce la produzione di vitamina D a livello cutaneo con conseguente fissazione di calcio alle ossa; interviene nell’attività seboregolatrice della cute, migliora alcune patologie della pelle come la psoriasi e la dermatite seborroica, aumenta il tono dell’umore stimolando la produzione di serotonina ed endorfine e secondo recenti ricerche, sembrerebbe rafforzare il sistema immunitario favorendo la resistenza dell’individuo alle infezioni. Accanto a questi indubbi effetti benefici, la luce solare, a causa della presenza delle radiazioni ultraviolette (RUV), può risultare particolarmente dannosa per l’occhio (favorisce l’insorgenza di cataratta e degenerazione maculare) e per la cute potendo provocare eritemi, ustioni, ispessimento degli strati cutanei, invecchiamento della pelle (assottigliamento, aridità, formazione di rughe, comparsa di macchie nere o giallastre, dilatazione e ramificazione dei vasi sanguigni) fino a causare neoplasie maligne la cui incidenza è aumentata del 15% negli ultimi 10 anni. La pericolosità delle radiazioni ultraviolette, in parte, fortunatamente, filtrate dall’ossigeno e dall’ozono presenti nell’atmosfera, è strettamente legata al periodo della giornata (maggiore dalle ore 10 alle 15), alla stagione (ovviamente il periodo estivo è quello che presenta i maggiori rischi), alla località (l’intensità delle radiazioni aumenta man mano che ci si avvicina all’equatore o si sale in altitudine - ad esempio a 1500 metri di quota l’intensità della luce è del 20% superiore a quella sul livello del mare: in genere la quantità delle RUV aumenta del 4% ogni 300 metri), alla presenza di superfici riflettenti (un prato erboso riflette il 5% delle RUV; la sabbia e le rocce il 25%, l’acqua il 50%, la neve e i ghiacciai fino all’80%). Infine il colore della pelle influisce sull’assorbimento delle radiazioni ultraviolette: la razza nera è quattro volte più protetta rispetto alle altre razze. Anche la pelle gialla ripara maggiormente rispetto alla bianca nell’ambito della quale i più indifesi sono gli individui con capelli rossi o biondi, occhi chiari, lentiggini o chiazze di vitiligo. La cute abbronzata ovviamente tollera maggiormente l’esposizione solare. La pelle bagnata si abbronza più rapidamente, ma altrettanto più facilmente si 36 100% Fitness Magazine ustiona. L’abbronzatura si elimina, per ricambio epidermico, in circa 20 giorni. Nessuna protezione è garantita dalla presenza di vento fresco che, anzi, attenuando la sensazione termica di calore induce a prolungare i tempi di esposizione. Poco beneficio si ottiene dall’essere immersi nell’acqua (solo a 50 cm di profondità la quantità di radiazioni ultraviolette assorbite si riduce del 40%), dalla presenza di nuvole, foschia o dall’indossare indumenti leggeri. Ripararsi sotto l’ombrellone o un albero riduce l’assorbimento dei raggi diretti, ma non protegge da quelli riflessi. L’ombra infatti riduce del 50% la quantità delle radiazioni assorbite. L’assunzione di alcuni farmaci (sulfamidici, tetracicline, chinolonici, estro-progestinici, antidepressivi triciclici, fenotiazine, amiodarone ecc.), di alcuni cibi (carote, finocchio, limone, sedano, peperone, pomodoro, leguminose ecc.) o il contatto con determinate sostanze (olii minerali, olio di bergamotto o citronella - presente in alcuni repellenti cutanei) rendono la cute più sensibile all’azione lesiva dei raggi ultravioletti. Anche l’applicazione di profumi, deodoranti, dopobarba o lozioni anti-sudore prima di esporsi al sole deve essere evitata poiché potrebbe causare una reazione fototossica che, a volte, esita in pigmentazioni cutanee permanenti. Per prevenire le patologie da assorbimento di rag