di Paolo e Vincenzo
SOCIETÀ
TERMINOLOGIE, DEFINIZIONI
E INTENZIONI SUL TEMA
DELL’HANDICAPS
F
Fin dai tempi abbastanza remoti e più precisamente da quando la società ha cominciato a prendere coscienza sul tema della
diversabilità che ci si è preoccupati di coniare dei terminini più possibilmente appropriati su quello
che è il glossario che compone il vasto mondo dell’handicap. Ma occorre fare una precisazione e come ci suggerisce
il grande pensatore francese M. Foucault nel suo saggio “
LE PAROLE E LE COSE “ che qualsiasi tipo di definizione cela sempre uno o più significati, in alcuni casi le
parole diventano arbitrarie e grette specialmente quando
pretendono di soddisfare quel giusto valore semantico delle
cose. Tenendo presente quest’anticipazione diventa legittimo fare una dettagliata analisi sulle terminologie usate nel
descrivere o spiegare argomentazioni e situazioni sulla diversabilità. Il termine più frequente e forse il più pronunciato nel linguaggio comune ma che troviamo anche in molti
testi ufficiali di neurologia, è “Handicaps “, a parte l’origine
anglosassone di questa parola apparentemente esaustiva ,
si rivela invece un termine fortemente limitativo, quando
sentiamo dire di una persona che è andicappata è come se
volessimo dargli un equivocabile etichettatura per contraddistinguerla dalla persona sana e quindi da noi stessi che la
pronunciamo. Ma noi ci domandiamo esiste un essere umano che non nascondi una qualsiasi forma anche se lieve di
Handicap ? Il secondo vocabolo molto in voga soprattutto
adoperato nel linguaggio quotidiano è “ disabile “ ,è questo
un termine a nostro avviso assolutamente inappropriato e
che va a ledere anche la dignità morale dell’individuo, come
infatti se approfondiamo il significato di questa parola ,
tutti gli esseri umani risulterebbero disabili poiché nessuno su questa terra è completamente abile, anzi saremmo
contenti di conoscere qualche esempio di abilità assoluta.
Proseguendo nella nostra rassegna troviamo questa volta
una vera e propria espressione che è “soggetto con deficit “
, dove deficit sostituirebbe la parola stupidità. Ma per rendere la frase meno offensiva si è pensato appunto di usare
il termine più elegante di deficit, a tal fine di non scatenare
nessuna suscettibilità. Questo è a nostro parere un esempio
dove si rasenta la meschineria più acuta e la risposta per
l’abbattimento di questo termine negletto ci sopraggiunge
da quelle stesse persone considerate decifitarie, la quale invece hanno dato più di una volta dimostrazione di rara e
invidiabile intelligenza .
La parola “ invalidi “ la troviamo come si può ben ricordare
non solo sui contrassegni che rilasciano gli enti comunali ai
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