100% Fitness Mag - Anno III Giugno 2009 | Page 62

di Paolo e Vincenzo SOCIETÀ TERMINOLOGIE, DEFINIZIONI E INTENZIONI SUL TEMA DELL’HANDICAPS F Fin dai tempi abbastanza remoti e più precisamente da quando la società ha cominciato a prendere coscienza sul tema della diversabilità che ci si è preoccupati di coniare dei terminini più possibilmente appropriati su quello che è il glossario che compone il vasto mondo dell’handicap. Ma occorre fare una precisazione e come ci suggerisce il grande pensatore francese M. Foucault nel suo saggio “ LE PAROLE E LE COSE “ che qualsiasi tipo di definizione cela sempre uno o più significati, in alcuni casi le parole diventano arbitrarie e grette specialmente quando pretendono di soddisfare quel giusto valore semantico delle cose. Tenendo presente quest’anticipazione diventa legittimo fare una dettagliata analisi sulle terminologie usate nel descrivere o spiegare argomentazioni e situazioni sulla diversabilità. Il termine più frequente e forse il più pronunciato nel linguaggio comune ma che troviamo anche in molti testi ufficiali di neurologia, è “Handicaps “, a parte l’origine anglosassone di questa parola apparentemente esaustiva , si rivela invece un termine fortemente limitativo, quando sentiamo dire di una persona che è andicappata è come se volessimo dargli un equivocabile etichettatura per contraddistinguerla dalla persona sana e quindi da noi stessi che la pronunciamo. Ma noi ci domandiamo esiste un essere umano che non nascondi una qualsiasi forma anche se lieve di Handicap ? Il secondo vocabolo molto in voga soprattutto adoperato nel linguaggio quotidiano è “ disabile “ ,è questo un termine a nostro avviso assolutamente inappropriato e che va a ledere anche la dignità morale dell’individuo, come infatti se approfondiamo il significato di questa parola , tutti gli esseri umani risulterebbero disabili poiché nessuno su questa terra è completamente abile, anzi saremmo contenti di conoscere qualche esempio di abilità assoluta. Proseguendo nella nostra rassegna troviamo questa volta una vera e propria espressione che è “soggetto con deficit “ , dove deficit sostituirebbe la parola stupidità. Ma per rendere la frase meno offensiva si è pensato appunto di usare il termine più elegante di deficit, a tal fine di non scatenare nessuna suscettibilità. Questo è a nostro parere un esempio dove si rasenta la meschineria più acuta e la risposta per l’abbattimento di questo termine negletto ci sopraggiunge da quelle stesse persone considerate decifitarie, la quale invece hanno dato più di una volta dimostrazione di rara e invidiabile intelligenza . La parola “ invalidi “ la troviamo come si può ben ricordare non solo sui contrassegni che rilasciano gli enti comunali ai 62 1 H