ALIMENTAZIONE
L’ananas fa bene,
ecco perché
Anticellulite, amico del cuore e delle gambe, rallenta
l’invecchiamento. E sì, aiuta anche a digerire...
T
ra i tanti frutti tropicali che sono ormai
frequenti sulle nostre tavole (il kiwi e la
papaya, ma anche il mango), l’ananas è
forse quello che è diventato più familiare di tutti.
Ci sembra quasi di conoscerlo da sempre, per quanto
siamo abituati a vederlo, gustarlo e utilizzarlo in cucina.
I nutrizionisti ne fanno un punto di riferimento anche
nelle diete più rigorose. Le sue mille proprietà salutari
e benefiche dal punto di vista alimentare lo rendono un
alimento da inserire in uno stile di vita”virtuoso”.
Può aiutare a digerire
Il primo punto a favore dell’ananas si chiama bromelina.
E’ un’enzima fondamentale per metabolizzare le proteine:
ciò significa, ad esempio, che al termine di un pasto molto abbondante a base di carne, una fetta di questo frutto
può contribuire ad accelerare la
digestione.
Attenzione, però:
di qui a dire che
l’ananas “faccia
digerire” - tipica
leggenda metropolitana della
tavola - ce ne
passa.
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Il segreto di una corretta assimilazione dei cibi sta piuttosto nel non esagerare con le quantità e con i condimenti.
Amico delle gambe, nemico della cellulite
L’ananas ha poche calorie (solo 40 in 100 g) e molto
potassio (perfetto per contrastare la ritenzione idrica): è
perfetto quindi per combattere al meglio gli inestetismi
come la cellulite e la pelle “a buccia d’arancia”.
Non solo: essendo costituito per l’86% di acqua, è un ottimo diuretico; un’azione che, combinata con quella degli
enzimi dagli effetti anticongestionanti, risulta ideale contro la sensazione di pesantezza delle gambe.
Rallenta l’invecchiamento
Tante vitamine A e C, sali minerali (tra cui calcio, fosforo e ferro) e altre sostanze benefiche lo rendono un
validissimo antietà: l’ananas contrasta la formazion
formazione
di sostanze cancerogene nell’organismo e l’invec
nell’organismo l’invecchiamento delle cellule. Infine, come tanti altr
altri
cibi, è amico del cuore: oltre a contribuire a
rendere più fluido il sangue, riducendo così
cos
il rischio di trombosi.