100% Fitness Mag - Anno III Giugno 2009 | Page 30

S alute & Benessere Impazienza e ostilità nemici del cuore Questi sentimenti aumentano il rischio di ipertensione I mpazienza e ostilità sono nemici acerrimi della salute del cuore perché promuovono l’ipertensione minacciando a lungo termine la nostra salute. Lo rivela uno studio apparso sulla rivista The Journal of the American Medical Association, basato sul lavoro di esperti della Northwestern University Feinberg School of Medicine di Chicago, dell’università di Pittsburgh, dell’università dell’Alabama presso Birmingham, e del Birmingham Veterans Affairs Medical Center. Questi lati caratteriali aumentano il rischio di sviluppare la malattia già anni prima che essa compaia, in pratica essere ostili e impazienti da giovani con gli anni potrebbe significare autocondannarsi alla malattia. Inoltre, più è forte questo atteggiamento caratteriale più aumenta il ù rischio. Il nostro è stato uno studio prospetudio tico, racconta il coordinatore delle dinatore ricerche Lijing Yan, cioè abbiamo arruolato i partecipanti quando anti erano ancora giovani, tra i 18 e i a 30 anni, poi a distanza di tempo li ù abbiamo esaminati più volte, sia per arametri quel che riguarda i parametri fisici, sia per alcuni fattori psicologici e sociali. he Così abbiamo visto che più da umere giovani si tende ad assumere ù certi atteggiamenti più è alta da anziani la probabilità di avere ipertensione. 30 100% Fitness Magazine In particolare, precisa l’esperto, abbiamo coinvolto 3.308 persone di diverse etnie, delle quali il 15% è divenuto iperteso tra i 33 e i 45 anni. I parametri psicologici misurati con dei test sono stati l’impazienza e l’urgenza di tempo, l’ostilità, la grinta nel lottare per raggiungere dei risultati e la competitività, la depressione, l’ansia. L’esigenza di tempo e l’impazienza sono state misurate con una scala da 0 a 3-4 ed è emerso che le persone che da giovani davano il massimo del punteggio avevano un rischio di ammalarsi negli anni a venire dell’84%, quelle con punteggio 2 del 47%. L’ostilità, invece, è stata misurata su una scala da 0 a 50 e le persone divise in 4 gruppi in base al punteggio. Il gruppo col punteggio maggiore aveva un rischio di ammalarsi negli anni seguenti dell’84%, il gruppo successivo del 38% più alto rispetto al primo gruppo, quello col punteggio più basso da 0 a 12,5. Invece, rileva lo scienziato, gli altri fattori psicologici esaminati non hanno mostrato avere un peso rilevante nell’innescare l’ipertensione. Questa è una malattia in aumento, ricorda Yan, che compare quando le misure della pressione del sangue sistolica e diastolica (cioè quando il cuore è in fase di contrazione e pompa fuori dalle sue cavità il sangue e quando invece si dilata e riempie) superano rispettivamente i 120 e gli 80 millimetri di mercurio. La prevalenza della malattia aumenta con l’età, infatti se è solo il 3% degli individui tra 18 e 24 anni a soff rirne, la quota dei malati sale al 70% tra chi ha 75 anni. Non è ancora chiaro quale sia il meccanismo biologico che lega impazienza e ostilità all’ipertensione, ma gli autori dello studio pensano che in condizioni di stress il sistema nervoso simpatico si attivi provocando ripercussioni su vasi e cuore. Il restringimento dei vasi potrebbe essere una conseguenza di ciò che poi a sua volta provoca l’ipertensione.