100% Fitness Mag - Anno III Dicembre 2009 | Page 78
lifestyle
l’angolo del gusto
Una vendemmia
tardiva ancora giovane...
PALADINO 2008
Irpinia Fiano Doc
Colli di Castelfranci
Colli di Castelfranci è un’azienda dell’avellinese subito
messasi in luce, sin dalle prime vendemmie, per l’esemplare esecuzione dei suoi bianchi, tra cui Fiano di Avellino
(Pendino), Greco di Tufo (Grotte), Fiano Vendemmia Tardiva (Paladino) ed ai quali negli ultimi anni si sono aggiunte buone interpretazioni dell’Aglianico (Candriano) e di
Taurasi (Gagliardo), sinceramente non ancora al livello dei
fratelli bianchi.
I riconoscimenti non sono tardati e subito l’azienda è entrata di merito tra le grandi campane. Insieme ad amici
e clienti ho provato la vendemmia 2008 del Paladino,
rappresentante il top di gamma tra i bianchi dell’azienda, prodotte da uve fiano surmature (una delle migliori
vendemmie tardive campane nelle annate precedenti) con
fermentazione in acciaio ed affinamento in bottiglia per
qualche mese. All’esame visivo si presenta di un bel paglierino carico
con riflessi dorati ed una buona vivacità di colore, brillante e di buona trasparenza. Ruota nel bicchiere con buona consistenza lasciando
lacrime che scorrono grosse e lente facendo presumere una buona
alcolicità e qualche presenza glicerica in linea col tipo di vendemmia.
Al naso è intenso, piacevole e di buona persistenza.
Il primo impatto è di frutta bianca in maturazione, fiori bianchi e minerale. Facilmente scindibili sono i sentori di pera, di mela cro ccante
appena tagliata, di un minerale che ricorda il mare. Rimanendolo nel
bicchiere, con l’alzarsi della temperatura, si avverte ananas e nocciola
fresca. Al palato colpisce la forte spalla acida che dopo qualche istante
provoca abbondante salivazione. E’ secco, caldo (una volta deglutito
da una buona sensazione pseudocalorica alla cavità orale) e le componenti morbide della glicerina notata all’’esame visivo risultano coperte dalla spiccata acidità. Il finale è lungo e caratterizzato da una buona
sapidità e piacevoli sensazioni amarognole.
Sicuramente un vino di corpo con l’acidità che sposta l’equilibrio
verso le componenti dure, di buona armonia (al palato si riscontrano
le sensazioni olfattive), pronto da bere ma dalle caratteristiche ancora giovani rispetto a quanto si ci aspetta da una vendemmia tardiva.
Aspetto non spiacevole dato che ci da la possibilità di conservarne
qualche bottiglia in cantina e riparlarne tra qualche anno. Uno di quei
vini da tenere in vetrinetta poco in vista, per poi tirarlo fuori all’occasione di un bel piatto di pesce strutturato e godersi il consenso dei
commensali. Lode!
78
| 100% Fitness Magazine
di Alessandro Russo
Dal primo sommelier della storia che fu il monaco
Dom Pierre Pérignon ad Alessandro Russo delle Tre
Arcate….
Ma chi è in realtà Alessandro Russo? E’ un uomo di
poco più di trent’anni che si definisce ancora un ragazzo e sorride del bianco che già gli inargenta i capelli. Direttore e patron del ristorante “le tre arcate”
e se la definizione di appassionato di vini vi sembra
troppo ampia, ecco la carta di identità di Alessandro
tracciata dagli esperti, ovvero dai titolari delle più
importanti “cantine”: intenditore di vino, con cultura
medio alta e che prova grande piacere nel bere un
buon vino, è curioso e aperto a nuove esperienze e
associa questa passione per il buon vino a quella per
la buona tavola. In generale, quindi è una persona
che ama la qualità, non solo in relazione al vino, e
che possiede tanto carisma.
Caratteristiche che ritroviamo anche nei clienti
delle tre arcate, infatti il vino non è più solo il
miglior accompagnamento di un buon piatto, ma per
i clienti rappresenta una vera e propria passione, un
piacere personale: sono sempre più numerosi infatti i
consumatori preparati ed esigenti, informati e spesso
dei veri intenditori, disposti a spendere in termini di
quantità ma soprattutto di qualità delle bottiglie.
Nello scegliere e acquistare il vino sono ancora
predominanti gli uomini, ma sempre più donne si
informano, partecipano a degustazioni e week end
eno-gastronomici, leggono e amano il vino e si affidano lasciandosi consigliare da Alessandro.
Ci sono momenti della vita che vanno tradotti
in parole scritte per sottrarli dalla confusione
del quotidiano.“scrivere e’ sempre nascondere
qualcosa in modo che venga scoperto”
(Italo Calvino)
Tipologia
Bianco Irpinia Fiano D.O.C.
Vendemmia Tardiva - Uve 100% Fiano
Gradazione
13%
Temperatura di servizio
9-11 °C
Abbinamento
Pesce in genere, crostacei e carni bianche
Fasce di prezzo
€ 13/14 in enoteca