100% Fitness Mag - Anno III Agosto/Settembre 2009 | Page 60
di Vincenzo Parasole
SOCIETÀ
Ingegnere
Cell. 328.4766258
Il Radon nel tufo
della Penisola Sorrentina:
un nemico invisibile
U
n importante contributo
alla radioattività naturale viene dal Radon che è
universalmente riconosciuto come la seconda causa di tumore al polmone dopo il tabacco. Rappresenta un fattore di rischio rilevante per
circa 1 milione di edifici in tutta Italia
tanto è vero che sul territorio nazionale si stima che circa il 10%-30% dei
carcinomi polmonari sia imputabile
a detto gas; questo dato è confermato da uno studio condotto negli USA
dal quale emerge che il contributo più
rilevante alla radioattività assorbita da
un individuo adulto, in un anno, è da
imputare proprio all’inalazione del gas
Radon (40%-80% del totale). Il Radon
proveniente dal terreno si accumula nei piani bassi degli edifici; di qui,
trascinato dalle correnti d’aria, risale e
contamina i piani superiori. Nella fase
di decadimento rilascia particelle alfa
(nuclei di elio costituiti da due protoni e due neutroni) formando una serie
di particelle solide radioattive che si
accumulano nei polmoni sotto forma
di elementi pesanti i quali, emettendo
radioattività, determinano neoplasie
polmonari in soggetti predisposti. La
pericolosità di questo gas è legata a
labili fattori determinati: dalla quantità esalata dal sottosuolo (varia da
zona a zona e da un edificio all’altro
spesso anche distanti solo poche decine di metri); dalla permeabilità del
suolo; dalla struttura geomorfologica
del terreno; dalle caratteristiche costruttive dell’edificio. L’adozione delle
misure di Legge per il risparmio energetico (infissi a taglio termico, doppi o
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Zonizzazione del territorio Italiano per emissioni
medie del Gas Radon: Penisola Sorrentina (Complesso
Astroni-Agnano-Solfatara) - Zona ad Altissimo Rischio con valori superiori a 120 Bq/mc (maggiore della
media della Regione Campania che è compresa fra 80
e 100 Bq/mc) con punte anche superiori a 400 Bq/mc
tripli vetri) fa si che gli edifici odierni
“non respirano più” ed il gas Radon
può tranquillamente accumularsi nei
luoghi chiusi; inoltre dette misure
esaltano i fenomeni collaterali connessi al rischio radioattivo proveniente
dai materiale da costruzione quali ad
esempio il granit