100% Fitness Mag - Anno III Agosto/Settembre 2009 | Page 50
PORTFITNESS
S
&
di Bruno Vollaro
Personal Fitness Trainer Certificato ISSA
ALLENAMENTO IN
ASSENZA DI GRAVITÀ
N
o, non è quello che
state pensando...
Non sono venuto
a proporvi un allenamento sulla luna, mi riferisco al
teorema di un certo Archimede che
prevede che: “Un corpo immerso in
un liquido riceve una spinta verticale
dal basso verso l’alto pari al peso del
liquido spostato”. Ed ecco che abbiamo ricreato il nostro ambiente in
assenza di gravità, EUREKA!
Voglio subito smontare qualche mito
legato alla traslazione acquatica, in
primis il nuoto non “allarga le spalle”, inutile prendere ad esempio gli
atleti olimpici, loro son riusciti perché nati con quella conformazione
fisica che li ha aiutati a raggiungere
determinati obiettivi, non l’inverso,
secondo l’attività fatta in acqua non
è necessariamente adatta a problemi
legati al rachide, è vero si che come
detto prima sottraiamo la costante pressoria gravitaria, ma in acqua
la schiena ha dei movimenti poco
controllabili di torsione e flessione
che “potrebbero” paradossalmente
causare più danni di un allenamento
fatto con attrezzi isotonici, ultimo e
più restio a scomparire mito, non è
vero che l’attività in piscina dia grossi
riscontri in termini di calo massa, o
almeno non più delle pulizie domestiche ed altro. A riprova di ciò, un
addome di un nuotatore non è mi-
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nimamente paragonabile a quello di
un centometrista che pratica lavoro
anaerobico, sono le masse muscolari
a far sì che il metabolismo “si alzi”
e quindi ci sia un “consumo giornaliero” più cospicuo, i muscoli hanno
bisogno di calorie anche a riposo, la
maggior mobilità lipidica si ha infatti di notte mentre dormiamo.
Come spesso cerco di far intendere
qualunque tipo di attività aerobica
(nuoto compreso) non ha una grossa
valenza ne dal punto di vista calorico ed ancor meno di calo ponderale
(operazione quasi totalitariamente
affidata alla dieta intesa come stile di vita: alimentazione, riposo e
quant’altro).
Ci staremo chiedendo dunque a
questo punto perché mai scegliere
un ambiente liquido per i nostri allenamenti?
I motivi possono essere svariati, il
primo in assoluto è perché ludicamente non ha eguali: “E’ piacevole”!
Come motivazione personale è molto più facile prospettarsi un’ora in
acqua che il corrispettivo in una sala
attrezzi o peggio per strada.
Stare in acqua permette un approccio dolce all’attività fisica, magari
dopo lunghe soste o dopo un infortunio, può essere un ottima metodica
per poter tenere gl’arti in movimento
senza incorrere in nessun tipo di rischi per i legamenti.
Gli svariati esercizi sono accessibili a
chiunque: (Anziani, bambini, persone in sovrappeso, maschi o femmine)
questo fa sì che si possa davvero personalizzare un lavoro adatto a qualunque tipo di esigenza.
Non dimentichiamo poi degli enormi vantaggi registrati nell’allenamento delle donne in stato “interessante”, che altresì avrebbero grosse
difficoltà ad assumere certe posizioni
o a svolgere determinati tipi di lavori, con grossissimi miglioramenti di
microcircolazione soprattutto agl’arti inferiori.
Come sempre anche quello svolto in
piscina è un allenamento, che va seguito da personale competente e non
va assolutamente improvvisato, anzi
esige programmazione e personalizzazione come qualunque altro sport,
diffido quindi a livello prettamente
personale il lavoro fatto a gruppi, differenze sessuali, natali, patologiche,
etniche e fisiche necessitano inderogabilmente un lavoro ad personam.
Il “ballo del cavallo” fatto in spiaggia
ad orari discutibili ed in condizioni
climatiche ai limiti umani sarà sicuramente divertente, ma poco ortodosso.
Per qualsiasi consiglio o suggerimento potete cercarmi mandando
una mail su Facebook, risponderò in
tempi utili, sono a vostra disposizione.