100% Fitness Mag - Anno III Agosto/Settembre 2009 | Page 38
S
Quid est virtute amabilius?
alute & Benessere
di Aniello Clemente
MENS SANA
Umanista
Mens sana in corpore sano
Che cosa c’è di più desiderabile della virtù? (Cicerone)
I
nvitato da Daniele alla serata dedicata all’elezione di “Miss 100% fitness”
ho avuto il piacere di dire due parole
sull’evento. Chi mi conosce si starà chiedendo che senso
ha avuto la mia presenza in un luogo ove si presuppone
si celebri l’effimero. Eppure proprio per questo, come ho
detto all’attenta platea, un umanista, un ricercatore del
bello e del classico, deve essere presente, per ricordarci
che in un epoca di veline e veleni, dove si fa scempio ed
uso morboso dell’immagine femminile, noi, nel nostro
piccolo, con questo concorso, col nostro mensile, cerchiamo di ridare al concetto di bello e di bellezza la sua
originaria valenza.
Così il poeta Kahlil Gibran ci parla della bellezza. «E un
poeta domandò. Parlaci della Bellezza. E lui rispose: dove
cercherete la bellezza e come la troverete se non sarà lei
stessa a farvi da strada e da guida? E come fate a parlarne
se non è lei che tesse il vostro parlare?
L’addolorato e l’offeso dicono: “ la bellezza è gentile e
cortese. Come una giovane madre che ha pudore della
propria gloria, lei cammina in mezzo a noi”.
E l’appassionato dice: “No, la bellezza è fatta di potenza
e timore. Come tempesta lei scuote la terra sotto di noi e
sopra di noi il cielo”.
Gli stanchi e gli affaticati dicono: “La bellezza è un lieve
mormorio. Parla nel nostro spirito. La sua voce cede ai
nostri silenzi, come una luce fioca che trema per timore
dell’ombra”.
Ma gli inquieti dicono: “Noi l’abbiamo sentita gridare tra
i monti e con le sue grida arrivano il frastuono di zoccoli,
il battito d’ali e il ruggito dei leoni”.
Nella notte le guardie della città dicono: “La bellezza
sorgerà con l’aurora da oriente”.
E nell’ora meridiana gli operai e i viaggiatori dicono:
“Noi l’abbiamo vista sporgersi sulla terra dalle finestre
del tramonto”.
In inverno chi è isolato nella neve dice: “Scenderà con la
primavera in corsa sulle colline”.
E nell’afa estiva i mietitori dicono: “Noi l’abbiamo vista danzare con le foglie d’autunno, ed aveva un soffio di
neve sui capelli”.
In tutte queste cose voi dite cosa è la bellezza, ma in
verità non parlate di lei, bensì di bisogni insoddisfatti,
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e la bellezza non è un bisogno ma un’estasi. Non è una
stasi
bocca affamata, né una mano vuota e tesa, ma un cuore
infiammato e un’anima incantata. Non è l’immagine che
vorreste vedere, né la musica che desiderate ascoltare, ma
è un’immagine che vedete anche con gli occhi coperti e
una musica che sentite pur con le orecchie chiuse. Non è
la linfa nelle venature della corteccia, né l’ala unita all’artiglio, ma è un giardino sempre in fiore e una corona di
angeli sempre in volo.
Popolo di Orfalese, la bellezza è la vita quando rivela il
suo volto sacro. Ma voi siete la vita e siete il velo.
La bellezza è l’eternità che si riflette in uno specchio. Ma
voi siete l’eternità e siete lo specchio» (GIBRAN K. G.,
Il profeta, TEA, Milano 2001, pp. 89-91).
È pur vero, purtroppo, che invidia e gelosia, pur in modo
distinto e diverso, ruotano interno alla bellezza. Come
dice Carlo Terraneo in un recente artico da cui trag-