100% Fitness Mag - Anno II Ottobre 2008 | Page 72

SOCIETÀ di Loretta Martinez Responsabile Voicecraft Italia Direttrice Artistica Accademia Tasso FEBBRE DA MUSICAL P ur essendo uno spettacolo teatrale tipicamente anglo-americano ormai è più di un decennio che anche in Italia è cresciuta la cosiddetta “Febbre Da Musical”: Dal classico Chorus Line, messo in scena nel 1990 dalla compagnia della Rancia, nei maggiori teatri italiani si sono susseguiti musicals come Grease, Cantando Sotto La Pioggia, 7 Spose Per 7 Fratelli, Jesus Christ Superstar, giusto per citare alcuni del successi che diverse compagnie italiane hanno proposto in questi anni. La televisione ha contribuito fortemente a far conoscere questo meraviglioso mondo in cui danza, canto e recitazione si fondano in un’unica arte di fare spettacolo. Con la trasmissione Amici di Maria De Filippi infatti anche i più giovani si sono appassionati alle storie più famose del genere Musical Theatre, provando a cimentarsi insieme ai loro beniamini nelle diverse performance man mano proposte durante le sfide settimanali. E così Tony Manero della Febbre del Sabato Sera, Evita Peron dall’omonimo Musical, il Professor Higgins di My Fair Lady e tanti altri personaggi di Broadway hanno preso vita nelle case di molti italiani facendo ridere e commuovere i telespettatori. Certo la cultura didattica volta ad insegnare già ai bimbi piccoli le tre discipline fondamentali per diventare seri professionisti in questo ambito artistico non è ancora del tutto consolidata né nelle scuole né negli istituti privati già specializzati nel proporre corsi artistici teatrali. Solo da pochissimo tempo infatti sono cresciute alcune strutture che danno la possibilità anche ai più piccoli di ini- 72 100% Fitness Magazine ziare parallelamente a studiare sia canto che danza che recitazione, così come invece accade da sempre nelle scuole inglesi ed americane. Sicuramente ci vorrà molto tempo prima di poter raggiungere gli standard che riescono ad ottenere a Broadway (consideriamo anche le nostre risorse economiche piuttosto limitate), ma le qualità artistiche dei professionisti italiani sono indubbie e questo compenserà certo le mancanze scenografiche e teatrali. Come il cinema ci dimostra spesso infatti anche con un budget minore è possibile mantenere la qualità e garantire un prodotto godibile e di interesse. L’unico rischio è che passi in secondo piano il grandissimo lavoro di preparazione degli artisti e dei collaboratori necessari alla buona realizzazione dello spettacolo. Non ci si improvvisa performer di musical, ma si studia per anni tecnica vocale, interpretazione, recitazione, danza classica e moderna e tutto quanto serva a completare la propria formazione. Allo stesso modo ci si forma nel tempo per diventare scenografi, direttori di scena, coreografi, vocal coatch, direttori musicali e così via per ogni figura professionale atrettanto importante per guidare e coordinare la grande macchina che rappresenta il musical. Duro lavoro quindi, tanto sudore, ma anche grandi e nuove possibilità per chi vuole intraprendere questo mestiere. Non è mai troppo tardi per iniziare seriamente un percorso di studi, l’importante è che sia con insegnanti che abbiano una vera e comprovata esperienza in questo campo e non siano didatti improvvisati che sfruttano la scia del successo per fare soldi sulle speranze delle nuove leve dello spettacolo.Ecco perché le strutture teatrali e le scuole legate alle stesse compagnie teatrali possono essere una maggior garanzia di serietà e sicurezza. I propri sogni bisogna sempre affidarli a chi può concretamente aiutare ciascuno a realizzarli.